L’anno scorso, di questi tempi, aspettavo trepidante che arrivasse il pomeriggio per poter discutere finalmente la mia tesi di laurea.
Un po’ di eventi contemporanei al mio percorso di studio avevano attenuato e sfiancato le mie energie e il mio desiderio di ultimare, cosicché il vero traguardo per me era stato il giorno dell’ultimo esame. Dal 25 luglio scorso si sono protratti diversi mesi di…vacanza, poco forzata, durante i quali ho avuto qualche piccola soddisfazione, qualche titubanza, il coraggio di rifiutare qualche propostina di lavoro. La verità è che non sapevo chi o cosa volessi diventare e, francamente, credo di non saperlo bene tuttora.
… poi, la svolta: un master…quasi per caso.
Il 24 marzo ha sancito l’ inizio di quattro mesi ricchissimi dal punto di vista umano e formativo.
Ho ritrovato un po’ dell’atmosfera tipica della scuola, con una classe di compagni, ma vissuta con la consapevolezza che una decina di anni in più offre. Ancora una volta ho avuto modo di constatare come nascono e si evolvono i rapporti umani, quanto possano rafforzarsi o nebulizzarsi se originatisi in contesti di convivenza quasi forzata. Ho ritrovato un po’ di fiducia in me stessa e nelle mie capacità, anche se la strada è ancora molto lunga e ho ancora tutto da imparare.
Ho trovato una posizione di stagista per un’azienda importante e ho iniziato a girovagare per lavoro. Il tutto comincia decisamente a piacermi e, sebbene non abbia ancora il quadro chiaro di ciò che sto vivendo, credo che nel futuro prossimo o remoto, come ha detto qualcuno, i puntini si uniranno e, forse, avrò trovato la mia strada.
